Arman



 
Arman
Untitled
1970
125.5 x 101 cm
Crushed violin, case, plexiglass

 
ARMAN (ARMAND FERNANDEZ, NIZZA, 1928 – NEW YORK, 2005)

L’intera opera di Arman si produce attraverso un rapporto con la realtà degli oggetti, di cui essa offre una rappresentazione di ordine ora dissacratorio, ora drammatico, ora poetico. Ai primi lavori degli anni cinquanta, nei quali il mondo della cose si manifesta attraverso impronte colorate lasciate dagli oggetti sulle superfici, seguono cicli di opere che hanno quale base la concreta presentazione dei medesimi, che l’artista manipola, assembla, decompone, a volte distrugge, non mancando tuttavia di conferire al risultato un valore plastico e pittorico. Nelle operazioni combinatorie allestite da Arman sono così coinvolti simboli della società dei consumi ma anche i suoi scarti – le celebri Poubelles, accumulazioni di rifiuti serrate in contenitori trasparenti – emblemi politici e strumenti musicali. Assieme a Klein, Hains, Villeglé, Tinguely, Dufrêne, Spoerri, Raysse e al critico Pierre Restany firma, nel 1960, il manifesto del Nouveau Réalisme, movimento a cui aderiranno numerosi altri artisti. L’opera Senza titolo del 1970 si inserisce in una delle fasi più felici della vicenda creativa di Arman. L’immersione nella resina di un violino ridotto in frantumi costituisce una delle soluzioni più iconiche dell’artista francese, che, se pure originariamente orientato a smembrare gli oggetti per richiamare il carattere autodistruttivo della società dei consumi, sa cogliere come in questo caso esiti di assoluta eccellenza estetica.

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